Casa di Accoglienza alla Vita
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Obiezione di coscienza
Servizio civile nazionale
- Servizio civile alla Casa di Accoglienza

Gli obiettori alla Casa di Accoglienza alla Vita

Nel 1997 la Casa di Accoglienza ha attivato una convenzione con il Ministero della Difesa per l'utilizzo di 15 obiettori di coscienza in servizio sostitutivo civile. Questa esperienza si è conclusa nel maggio 2005, quando gli ultimi obiettori hanno terminato il loro servizio alla Casa.

In tutti questi anni gli obiettori in servizio alla Casa sono stati impegnati in attività di rilievo socio-assistenziale nell'ambito degli scopi previsti dallo statuto della Fondazione, a sostegno dell'opera dei responsabili e degli educatori, per aiutare e sostenere le ragazze madri, i nuclei familiari composti da mamme e bambini in difficoltà, i minori ospiti delle comunità alloggio gestite dalla Casa.

 

Testimonianza di un obiettore di coscienza

Quel giorno, uscendo dall'ospedale militare di Baggio avevo in testa una gran confusione, educato alla non violenza non riuscivo ad immaginarmi con un fucile in mano. Sentivo rispetto per i miei coetanei che partivano in divisa, lontano da casa, per quei famosi 10 mesi di servizio militare, ma sentivo che il mio credo, la mia coscienza mi suggeriva una disponibilità più costosa, più radicale. Rinunciare al servizio militare significava impegnare 10 mesi della mia vita al servizio degli altri nel "servizio civile". Quando fui davanti all'ufficiale non ebbi esitazioni: "Mi dichiaro obiettore".

Passarono i miei mesi, arrivò la cartolina e il 15 dicembre mi presentai qui alla Casa di Accoglienza. All'inizio, devo dire la verità, ho avuto qualche problema di ambientamento, non avevo mai toccato con mano situazioni simili, mi sentivo impotente, non sapevo come comportarmi. Poi qualcosa è cambiato, guardando quei bambini e voi ragazze, sentivo dentro me che potevo farcela, che ne valeva la pena. Con l'andare del tempo mi accorgevo di essere finalmente utile a qualcuno e il mio servizio civile acquistava sempre più senso.

Ora che ho terminato i miei 10 mesi, sento che mi sono arricchito, ma nello stesso tempo ho un grande vuoto dentro, mi manca tutto questo, mi mancano tante piccole cose come ad esempio il sorriso dei bimbi, il coraggio delle ragazze nel sostenere e difendere la vita. Sono sicuro che di questi 10 mesi niente è passato inosservato: ogni giorno, ogni ora, ogni istante è stato vissuto fino in fondo; ho tutto dentro di me e lo custodisco gelosamente come la più bella esperienza mai vissuta.
Vi ringrazio di tutto ciò: ho imparato molto soprattutto da voi ragazze e credo che non vi dimenticherò mai. Vi ho tutte davanti agli occhi e sul lavoro, davanti alle innumerevoli difficoltà che si presenteranno, penserò a voi come esempio di coraggio e volontà. Un abbraccio forte forte e un immenso grazie.

Giovanni