Casa di Accoglienza alla Vita
Belgioioso, via XX Settembre, 127
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25 anni di storia
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1979-2004: Venticinque anni di storia

La villa del Dott. Vigo nel 1979Sabato 3 febbraio 1979, nel corso della veglia di preghiera in occasione della prima Giornata per la Vita, l'allora Vescovo di Pavia Mons. Antonio Giuseppe Angioni sorprendeva i fedeli presenti annunciando di aver accolto la richiesta che Don Leo Cerabolini, parroco di Belgioioso, avanzava da alcuni mesi: la villa che il Dott. Attilio Vigo, farmacista di Belgioioso deceduto alcuni anni prima, aveva donato alla Diocesi affinchè fosse utilizzata per l'assistenza di bambini handicappati o comunque bisognosi, sarebbe stata destinata ad accogliere ragazze madri.

Era questo il segno concreto dell'impegno della Diocesi di Pavia a difesa della vita in un periodo in cui dominava in Italia la cultura dell'aborto. Offrire a giovani ragazze in attesa di un figlio una casa ove poter essere accolte e portare a termine la gravidanza era dunque il miglior modo per realizzare la volontà del Dott. Vigo. Quale bimbo poteva essere più "bisognoso", infatti, di un bambino a cui veniva negata la possibilità di nascere? Quale "handicap" maggiore dell'impossibilità di venire al mondo?

Un'altra immagine della villa del Dott. Vigo nel 1979Queste erano le argomentazioni che Don Leo Cerabolini ed alcuni parroci della zona avevano presentato a Mons. Angioni per convincerlo ad iniziare la splendida avventura della Casa di Accoglienza alla Vita. Un'avventura di cui nessuno certamente immaginava la portata, ma che scaturiva dalla grandissima umanità e sensibilità di Don Leo, il quale si era trovato più volte davanti al problema di aiutare concretamente delle ragazze che volevano portare avanti una gravidanza rifiutata dalle loro famiglie: solo dando loro una casa avrebbe potuto offrire loro ospitalità in un clima sereno e impedire che esse fossero costrette ad abortire.

E' così che il 12 maggio 1979 è iniziata l'attività della Casa di Accoglienza alla Vita.

Da allora sono trascorsi 25 anni, durante i quali la Casa ha conosciuto un grandissimo sviluppo, crescendo e maturando nello spirito, nelle persone e nelle strutture: l'entusiasmo iniziale di quei volontari che hanno coraggiosamente dato avvio all'opera si è accresciuto ed ha contagiato un numero sempre crescente di persone; alla buona volontà e totale disponibilità dei primi volontari si è aggiunta la professionalità; alla villa del Dott. Vigo - allora fin troppo grande per accogliere un piccolo gruppo di ragazze - si sono aggiunte molte altre case, tutte realizzate per accogliere nel miglior modo possibile sia ragazze madri sia bambini soli.

I dati parlano chiaro: nei suoi primi venticinque anni (dati aggiornati al 31 gennaio 2004) la Casa di Accoglienza ha offerto ospitalità e sostegno a 452 mamme (molte delle quali in gravidanza) e a 690 bambini. Senza contare (e sono davvero molti) i casi di giovani madri aiutate per così dire "a domicilio" e tutti quei bambini che sono nati quando la loro mamma, dopo un periodo di permanenza alla Casa, era già rientrata in famiglia...